fucile a tubo II
GEAPRESS – Era stato individuato pochi giorni addietro dal Corpo Forestale dello Stato e dalla Polizia Provinciale. Un bracconiere trovato in possesso di armi di fattura artigianale, tra cui un fucile a scatto (vedi articolo GeaPress).

L’uomo ha ora patteggiato la pena e per questo è stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione, con il beneficio della sospensione condizionale, più 3500 euro di multa. I reati contestati, sono relativi proprio alla presenza di armi irregolari e la loro modifica.

Tutte le armi e le munizioni sono state confiscate. Il Giudice, nel corso del processo per direttissima, ha disposto la revoca degli arresti domiciliari.

L’uomo era stato fermato nel Parco delle colline livornesi, intento a sistemare un’arma con sistema di innesco a scatto (vedi foto). La probabile preda doveva essere costituita dal cinghiale. La successiva perquisizione domiciliare, aveva poi portato alla scoperta di quello che gli inquirenti avevano definito un “arsenale”. Si trattava di armi di vario calibro alterate per aumentare la capacità offensiva; aumento dei colpi nel serbatoio oppure l’innesto di silenziatori. Sequestrati, inoltre, silenziatori e un fucile detenuto illegalmente.

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