Divieto di caccia
GEAPRESS – Prime avvisaglie della battaglia tra associazioni ed uffici regionali, con al centro il calendario venatorio 2014-2015.

Dopo le plurime interruzioni della stagione 2013-2014, tra ricorsi al TAR ed al Consiglio di Stato, LAC, LIPU, ENPA, LAV, WWF e Verdi Ambiente e Società, annunciano ora il deposito da parte del TAR della Sentenza n.1206 che ha  annullato alcune parti della Delibera del Consiglio Regionale della Liguria dello scorso 8 aprile, con la quale venivano approvate le regole per la stagione di caccia 2014/15.

Il provvedimento, ricordano le associazioni, era stato approvato con 21 voti favorevoli tra PD e Forza Italia.

Grazie al ricorso patrocinato dallo Studio Legale del prof. Daniele Granara, sarebbero così state annullate con sentenza di merito le seguenti parti

1) l’addestramento dei cani da caccia sul territorio non potrà iniziare il 15 agosto, ma solo  a far data dal primi giorni di settembre. Secondo quanto riportato dalle associazioni   la Regione avrebbe eluso il parere scientifico obbligatorio dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sull’esigenza di non arrecare anticipatamente disturbo alla fauna selvatica e ai giovani nati di alcune specie selvatiche prima dell’apertura della caccia della terza domenica di settembre.

2) la caccia agli ungulati (caprioli, daini, camosci, cinghiali)  dovrà essere effettuata con munizioni atossiche  (cosiddette palle monolitiche generalmente in rame) per evitare la contaminazione delle carni con minuscoli frammenti delle palle di piombo, sulla base di numerosi recenti studi tossicologici evidenziati dallo stesso ISPRA; anche per la scorsa stagione di caccia  il TAR Liguria aveva formulato analoghe censure.

3) la mancata indicazione di un carniere (numero massimo di capi abbattibili giornalmente ) per alcune specie, tra cui il “colombaccio” , specie selvatica intensamente cacciata in autunno da palchi sopraelevati in varie aree costiere della Liguria. Va fissato un numero di capi abbattibili giornalmente.

In giudizio, oltre alla Regione, erano costituite quattro associazioni venatorie.

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