Le temperature di questo inizio primavera, più basse della media, stanno mettendo in crisi le rondini ed i rondoni che, seguendo rotte millenarie, sono arrivati in Liguria circa tre settimane fa.

Ne sanno qualcosa i volontari della Protezione Animali savonese, che hanno soccorso alcune decine di questi volatili, atterrati per il freddo e temporaneamente incapaci di riprendere il volo. Gli animali vengono tenuti in un ambiente caldo e sono alimentati, sei volte al giorno, con una miscela speciale costituita da insetti congelati (forniti da ditte specializzate) e carne tritata e controllati sulla bilancia affinché raggiungano il peso necessario alla liberazione, che avviene dopo alcune settimane dal ricovero.

Un’attività impegnativa e faticosa, per la quale l’ENPA rivolge un appello a chi volesse dare una mano (previo breve corso di istruzioni) a diventare “mamma delle rondini”; e nelle prossime settimane aumenterà ancora di più il numero dei soccorsi (fino a 50 soggetti ricoverati), di feriti, debilitati o piccoli nati caduti dai nidi talvolta per la loro distruzione, proibita dalla leggi.

Da qualche anno assieme a rondini e rondoni sono cominciati ad arrivare i rondoni alpini (o maggiori), di dimensioni molto più grandi.

Il soccorso della fauna selvatica ferita o in difficoltà è un compito espressamente affidato dalla Regione Liguria alla Provincia di Savona che, negli ultimi due anni e fino al 31 dicembre scorso, si è avvalsa dell’attività dell’ENPA, elargendogli contributi che solo in parte hanno coperto le spese vive sostenute per curare ben 2.719 animali (quest’anno sono già 260).

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