peschereccio
GEAPRESS – E’ sconfortante assistere alla guerra dei confini per un piatto di gamberi rossi, tra Italia e Francia, con l’intervento di presidenti di regione, parlamentari ed europarlamentari, quando il mare sta morendo e nessuno se ne cura.

Così la Protezione Animali savonese denuncia in tal maniera l’ennesimo comportamento inaccettabile della politica, che quando si tratta del mare hanno solo attenzione alla difesa della pesca professionale, che sarebbe responsabile (assieme alla sportiva) della rarefazione del 75% delle specie marine del Mediterraneo e con il 20% in via di estinzione, come lamentano inascoltati da anni tutti i maggiori organismi scientifici internazionali.

All’ENPA savonese  piacerebbe una soluzione salomonica della diatriba, con l’area contesa tra i due stati trasformata (ed ampliata) invece in parco marino transnazionale, dove lasciar fare soltanto alla natura, in cui pesci e crostacei si possano sviluppare senza la persecuzione di reti, palangari ed ecoscandagli. E ricorda ai “pescecani” a due gambe che dove la fauna marina non viene inseguita ed uccisa comincia a crescere ed a lasciarsi avvicinare, divenendo un affascinante spettacolo, come già accade in molti paesi “arretrati” del terzo mondo, che hanno imparato che un pesce vivo rende molto di più che in padella ed hanno vietato ogni tipo di prelievo, perché i turisti pagano valuta pregiata per poter osservare pacificamente la vita subacquea, armati solo di maschera e boccaglio, alimentando un turismo stabile ed ecocompatibile. Ma i nostri sono paesi “civili”, dice sempre l’ENPA.

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