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GEAPRESS – Arrivata ieri la decisione del Consiglio di Stato che non ha concesso la sospensiva al terzo calendario venatorio emenato dalla Regione Liguria (vedi articolo GeaPress ), subito si sono alzati i commenti quasi giubilari del mondo venatorio oltre che, in sostanziale sintonia, di alcuni esponenti politici locali. A cantare vittoria, o comunque a ritenersi soddisfatti per il complessivo esito della vicenda, sono però anche le associazioni ricorrenti LAC, VAS e WWF, alle quali si sono aggiunti  i ringraziamenti dell’ENPA per il buon risultato raggiunto.

L’uniformità di reazione, però, non è  più tale nel momento in cui le associazioni svelano uno degli obiettivi che in tal maniera si è ritenuto raggiunto, ovviamente sulla base di un presunto vizio di legittimità. Ricordiamo infatti che ancora nessun pronunciamento di merito è stato emesso per i  tre ricorsi vincenti in sede di accoglimento della richiesta di misura cautelare urgente.

L’obiettivo dichiarato era quello di proteggere dai fucili la migrazione di turdidi e colombacci. Il periodo di picco è coinciso, infatti, con la caccia a singhiozzo dettata dai ricorsi ambientalisti. In altri termini, per molte di quelle giornate, i fucili non hanno potuto sparare.  Ironico è a tal proposito il sentimento di gratitudine rivolto agli amministratori liguri per aver emenato dei provvedimenti che per ben tre volte hanno fornito i presupposti per l’emanazione della misura cautelare urgente. Di certo, sembrano dire gli ambientalisti, se i Giudici di Appello hanno deciso la ripartizione tra le parti delle spese legali un motivo deve pur esserci. Forse, aggiungono a tal proposito VAS, LAC e WWF, il motivo è da ricercare nell’accenno alla facoltà di inserire due giorni di caccia oltre quelli già canonici per le specie migratrici nei periodi di ottobre e novembre. Ad ogni modo su questo ed altri punti, come sull’uso delle munizioni di piombo per gli ungulati, si attenderà l’Ordinanza di merito. A questo proposito, però, le associazioni sottolineano il pronunciamento del TAR  dell’agosto scorso, che ha cassato l’uso stabilito per la stagione venatoria precedente.

Sulla questione interviene con un suo comunicato anche l’ENPA savonese la quale, nel ringraziare i ricorrenti,  riferisce di “presunta vittoria” dei cacciatori. Di fatto, ad avviso della Protezione Animali, di avvincente c’è la garantita rotta migratoria verso l’Africa degli uccelli migratori.

Nel complesso i comunicati delle associazioni sembrano presagire un abbassamento delle ostilità per raggiunto obiettivo. Tutto è rinviato alle Sentenze di merito.

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