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GEAPRESS – Si è conclusa con importanti risultati l’operazione “Sword Fish 2014”, coordinata dalla Direzione Marittima di Genova, che ha disposto ispezioni lungo la filiera ittica commerciale nell’area regionale di competenza (che comprende, oltre la Liguria, anche Piemonte Valle d’Aosta, Lombardia Centro Occidentale e le province di Piacenza e Parma). Nel corso di tale operazione sono stati eseguiti  278 controlli, grazie all’impiego di 112 ispettori, che hanno elevato sanzioni amministrative per oltre 15.000 euro e posto sotto sequestro circa due tonnellate di pescato.

I nuclei pesca e le motovedette della Capitaneria di Savona e degli uffici da essa dipendenti (Loano, Alassio, Finale e Varazze) hanno operato in tutta la Provincia, effettuando 63 ispezioni, con l’obiettivo primario della tutela delle specie ittiche (la c.d. biodiversità) e del rispetto della normativa nazionale e comunitaria che regola la tracciabilità del pescato immesse nella catena commerciale. Non da ultimo, la finalità di contrastare la concorrenza sleale operata, nei confronti dei pescatori professionisti, da coloro che esercitano la pesca ricreativa senza rispettare i limiti di cattura previsti (5 kg a testa) e andando poi talvolta a vendere il pescato “in nero”.

Proprio a tal proposito, il nucleo pesca che ha operato a Savona ha colto in flagrante un pescatore ricreativo mentre usciva da un noto ristorante cittadino, dopo aver venduto cinque grossi esemplari di pesce pregiato da lui catturato. Secondo la Guardia Costiera, sia il pescatore sia il ristoratore, avrebbero  provato a negare il fatto e ad occultare il pescato, che è stato però ritrovato in una zona adiacente e riconosciuto dal personale del nucleo pesca, che aveva precedentemente individuato e seguito con auto civetta il pescatore. Quest’ultimo è stato sanzionato (2000 euro) per la commercializzazione non consentita del prodotto e al ristoratore è stata applicata la stessa sanzione, cui se ne è aggiunta una di 1500 euro per la mancanza di tracciabilità. Dopo i controlli veterinari effettuati dal responsabile dell’Asl n.2, il dott. Fazio, il pesce è stato devoluto in beneficenza alla Caritas diocesana.

Nel campo della tracciabilità, due importanti verifiche sono state effettuate al mercato ittico all’ingrosso di Savona e in un supermercato di Ceriale. Nel primo caso sono stati rinvenuti quasi 60 chilogrammi di pesce già in tranci, eviscerato e decapitato, di cui non era possibile riconoscere la specie (sull’etichetta era riportata una denominazione commerciale generica, priva di significato ed illegale); a Ceriale, invece, sono state rinvenute confezioni di prodotto ittico congelato provenienti dalla Spagna con una generica denominazione di “merluzzetti”, prive dell’indicazione della zona in cui era avvenuta la pesca. Dalla verifica successiva si è accertato trattarsi di pescato atlantico, meno pregiato e di minor costo rispetto al merluzzo mediterraneo; i responsabili della catena commerciale alla quale appartiene il supermercato controllato, preso atto della non conformità del prodotto alla normativa vigente, hanno disposto la restituzione dello stesso al produttore spagnolo, che è stato   pesantemente sanzionato, da tutti i punti vendita situati in Italia.

L’impegno della Capitaneria di Savona continuerà con l’abituale attività di controllo lungo tutta la filiera della pesca e del relativo consumo.

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