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GEAPRESS – Gli agenti del Comando Stazione forestale di Gallipoli, nella notte del 22 settembre scorso, hanno portato a compimento in diverse località servizi antibracconaggio al fine di accertare e reprimere l’utilizzo di richiami elettromagnetici. Come è noto si tratta di marchingegni che riproducano il verso di talune specie di avifauna che, una volta attirata, viene abbattuta.  Tali strumenti, spiega il Corpo Forestale, sono vietati dalla legislazione venatoria vigente. In questo caso si trattava di richiami che riproducevano il verso della quaglia.

Durante il servizio svolto nei comuni di Nardò,Galatone e Neviano (località “Mangani”, “Castelli Arene”, “Gonga”, “Trozza” e “Spileo”) sono stati rinvenuti ben cinque richiami tutti in funzione. Erano muniti di timer per lo spegnimento ed occultati tra la vegetazione. Due di questi erano ancorati mediante catene e cassette metalliche contenenti la strumentazione elettronica. Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro penale.

In località “Masseria Consalvi” al confine tra Uggiano La Chiesa e Santa Cesarea Terme, gli agenti del Comando stazione forestale di Tricase hanno poi sorpreso un uomo di di Maglie mentre cacciava all’interno del Parco regionale “Costa Otranto e Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase”. L’uomo è stato denunciato e sono stati sequestrati il fucile e le cartucce con cui svolgeva l’attività venatoria.

I forestali di Tricase hanno poi  sequestrato cinque richiami acustici di avifauna che erano stati occultati negli uliveti e fra i cespugli rispettivamente in località “Masseria Tonda”, in agro del comune di Presicce (LE), in località “Masseria Fano” del comune di Salve, in località “Le Murge” a Morciano di Leuca ed in località “I turchi” nel comune di Alessano.

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