canile
GEAPRESS – Ancora il comprenserio di Lecce e l’entroterra di Gallipoli in particolare, al centro di polemiche su presunti maltrattamenti di animali all’interno di strutture di canile privato convenzionato. E’ di ieri la notizia dell’intervento dei Carabinieri della Stazione di Neviano che hanno contestato al titolare di un locale canile le accuse di maltrattamento di animali, truffa aggravata e sversamento di rifiuti speciali su terreno.

Una struttura convenzionata con tre amministrazioni comunali ed a quanto pare, stante il comunicato dei Carabinieri, con tutte le autorizzazioni di legge. Eppure quanto riportato lascerebbe presagire uno scenario di tutt’altro tenore.

L’intervento dei Carabinieri si è avvalso della collaborazione dell’ASL di Galatina. Si tratterebbe in particolare del numero dei cani. Odori nauseabondi, latrati ed assenza dei responsabili. Questo quanto appare dalle prime risultanze investigative rilevate nel corso dell’irruzione notturna avvenuta l’altro ieri sera. A fronte di una capienza massima di 65 cani nel canile ne sarebbero stati conteggiati oltre 200. Standard di legge che si presume  non essere stati rispettati anche per quanto riguarda le misure delle gabbie e le ferite rilevate.

Incredibile quanto descritto in merito ad  una gabbia in particolare. Cani vivi assieme a cani morti da più giorni. Carente l’alimentazione (è stato riportato di cibo costituito da pane secco), sporcizia  e finanche alcuni microchip nei cani morti, che risulterebbero, però, ancora non comunicati. Il sospetto è che le indennità dei Comuni potessero in tal maniera ancora essere percepite.

Tutte accuse dai quali il gestore dovrà difendersi ivi compresa l’odore nauseabondo. Secondo i Carabinieri nel momento dell’irrusione sarebbe stata attivata una pompa che aveva inziato a sversare nel terreno circostante i liquami. Oltre alle denunce, l’Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro della struttura mentre il gestore dovrà attenersi alle disposizioni impartite in merito alle esigenze primarie dei cani.

Descrizioni, quelle dei Carabinieri, che ricordano  altri fatti di cronaca sempre in tema di canili del comprensorio come nel caso di quello di Noha (frazione di Galatina) e l’accusa delle corde vocali recise. Struttura che anni dopo si trovò nuovamente al centro delle polemiche a seguito di intervento dei Carabinieri del NOA. A quanto pare per ottemperare al limite massimo di cani stabilito dalle legge regionale pugliese, sembra che il canile fosse stato poi caratterizzato da due diverse autorizzazioni sanitarie.

Non vanno bene le cose neanche a Tuglie, sempre nello stesso comprensorio. In questo caso il canile non è privato convenzionato, ma pubblico. In un comunicato diffuso dal quotidinao online Leccesette , in merito ad una interrogazione dei Consiglieri di Rifondazione Comunista, la stuttura sarebbe ancora largamente inadeguata e di finanziamenti ricevuti “non  congrui”. Nella zona, intanto, i cani continuano a morire.

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