Volpe  CRFS ROMA
GEAPRESS – Con decisione del 18 novembre, la Giunta della provincia di Piacenza ha annullato il Piano di abbattimento delle volpi approvato lo scorso settembre. Secondo la Provincia, però, la decisione di fare marcia indietro sarebbe dovuta alla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale di Parma. Tutto nasce dal Piano della provincia di Reggio Emilia, impugnato dalle associazioni LAC, Associazione vittime della Caccia e Animal Liberation ed ora cassato per un difetto di motivazione.

Sulla vicenda hanno  commentato l’Eurodeputato Andrea Zanoni e la Consigliera Regionale dei Verdi Gabriella Meo. Secondo la Consigliera la richiesta di sospendere  gli abbatimenti di volpi, andrebbe estesa per  tutte le province dell’Emilia Romagna. Questo, sostiene la Consigliera Meo, perchè gli stessi motivi  di illegittimità parrebbero sussistere anche negli altrii Piani provinciali.

La sentenza è stata chiara – spiega la Consigliera Meo – per il TAR, infatti, né il provvedimento impugnato né il correlato parere dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, organo tecnico dello Stato) si soffermano in alcun modo sulla eventuale possibilità di utilizzare mezzi di controllo ecologici della specie considerata ovvero sulle ragioni della non praticabilità di detti mezzi alternativi, come richiede esplicitamente la legge nazionale.”

In parole povere, gli abbattimenti selettivi possono essere autorizzati soltanto eccezionalmente ed a fronte di gravi danni alle produzioni agricole e zootecniche e solo dopo che si sia verificata l’inefficacia dei metodi di controllo ecologici.

Di dittatura venatoria ha invece riferito l’Eurodeputato Andrea Zanoni che ha altresì sottolineato la petizione firmata da oltre 11.000 cittadini e promossa da numerose assocaioni.

Quando ci si unisce per un obiettivo comune i risultati arrivano – ha dichiarato l’On.le Zanoni – L’unione fa la forza e poco ha da dire la Provincia sostenendo di aver ritirato la delibera “ammazza Volpi” per vizi di forma“. Zanoni ricorda cosa era riportato nel Piano ritirato. Diversi metodi di caccia da quella in tana con cani addestrati, alle  squadre fino a 10 cacciatori e 4 cani. Poi ancora la gabbia trappola fino alla caccia notturna e alla carabina.

Tutto concluso? No, la provincia di Piacenza, secondo l’On.le Zanoni, vorrebbe ora approvare un nuovo Piano.

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