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GEAPRESS – Lo scorso 15 giugno la Regione Lazio ha diramato il calendario della stagione venatoria 2016/2017: inizio il 18 settembre e termine al 30 gennaio. Purtroppo, afferma l’associazione Animalisti Italiani Onlus, c’era anche una spiacevolissima sorpresa: due giornate di preapertura, l’1 e 4 settembre.

Per l’associazione si tratterebbe di un’aggiunta particolarmente grave e inaccettabile dopo un’estate dal caldo record che ha causato incendi nel parco del Pineto e in altre zone protette. Le condizioni metereologiche hanno provocato siccità e hanno messo a repentaglio la sopravvivenza degli animali. Nelle campagne le pozze d’acqua sono disseccate e i frutti selvatici spesso non hanno  prodotto le bacche, fonte di alimentazione per tanti animali.

Aprire la caccia in anticipo, afferma Animalisti Italiani Onlus, causerebbe danni molto gravi ad una fauna già stressata dalle conseguenze di questa torrida estate. Invece di rimediare ai danni prodotti sul clima, in questo modo si infierisce ulteriormente sull’ambiente e sulla fauna! Viene inoltre ricordato che in passato l’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione dell’Ambiente, massimo organo scientifico statale del settore in Italia, aveva esportato a sospendere le preaperture a seguito di stagioni particolarmente calde, per preservare la vita degli animali selvatici.

Faccio appello al buon senso del Governatore Zingaretti – ha detto Walter Caporale, Presidente dell’Associazione Animalisti Italiani Onlus – affinché non venga aggravata una situazione già critica. La preapertura rappresenta un assurdo favore fatto ai cacciatori e un colpo durissimo per i tanti animali delle zone verdi del Lazio. Già nel regolamento emanato a giugno, purtroppo, la Regione aveva preso provvedimenti insensati come l’innalzamento, da due a tre, dei capi procapite di cinghiale che si possono abbattere“. Per Animalisti Italiani si è trattato così di ingoiare un boccone amaro; in aggiunta, ora, le pallottole dei cacciatori che potrebbero dare il colpo di grazia ad animali già provati dal caldo e dalla siccità”
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