la spezia
GEAPRESS – Dalla Cina ad una azienda del mantovano. Si trattava di venti tonnellate di 1.3 dichloropropene il quale, sottolinea l’Ufficio delle Dogane della Spezia, intervenuto congiuntamente alla Guardia di Finanza, se utilizzato come prodotto fitosanitario, può causare danni estremamente gravi per l’ambiente e per la salute pubblica in quanto contiene un principio attivo rigorosamente vietato nel territorio dell’ Unione Europea.

Il sequestro è avvenuto nel porto cittadino.

La sostanza, si legge nella nota dell’Ufficio delle Dogane, può avere effetti di tossicità acuta per l’uomo (per via cutanea, orale e per inalazione), con possibilità di danni permanenti, nonché di effetti nocivi per l’ambiente, in quanto un uso prolungato può procurare un inquinamento delle falde acquifere, causando una contaminazione della catena alimentare.

Il sospetto è che potesse essere utilizzato come pesticida contro i nematodi, ovvero parassiti dannosi per le piante.

I documenti doganali a corredo della merce avrebbero genericamente indicato la sostanza, senza specificare nel dettaglio la reale qualità merceologica. Inoltre al momento dell’ispezione doganale i fusti metallici contenenti il liquido tossico erano privi delle prescritte etichette e dei pittogrammi, previsti dalla normativa comunitaria e nazionale vigente e relativi alla classificazione delle sostanze pericolose.

Le operazioni hanno portato al sequestro del prodotto chimico e contestualmente sono state elevate, a carico dell’importatore, sanzioni amministrative che oscillano complessivamente da 30.000 a 200.000 euro, con la segnalazione dell’illecito al Ministero della Salute e all’Azienda Sanitaria Locale competente.

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