GEAPRESS – La Regione Sicilia ci ritenta. Dopo avere emanato, e poi ritirato, il Decreto che voleva autorizzare la pesca del novellame, il Governatore Crocetta sembra intenzionato a non abbandonare il campo. Lo statuto siciliano fornirebbe alla Regione le competenze nel settore della pesca. Il cosiddetto “piano”, in base al quale potrebbe essere pescato il novellame, potrebbe essere steso localmente. Questa, ovviamente, è la tesi della Regione.

Una impostazione che però potrebbe non molto coincidere con le disposizioni comunitarie e statali.

Un altro capitolo, dunque, della vicenda novellame con Legambiente sempre pronta ad intraprendere la via del ricorso al TAR. Si vedrà, poi, come si comporteranno le autorità ministeriali che già nei giorni scorsi, al varo del primo decreto novellame, avevano fornito precise disposizioni alle Capitanerie di Porto siciliane. La “neonata” di pesce non può pescarsi.

Non tardano, neanche in queste ore, i sequestri di novellame. Gli ultimi due interventi sono occorsi ieri pomeriggio nei pressi di Termini Imerse (PA). A compierli, la Squadra Nautica della Questura di Palermo. Il primo intervento ha interessato nove chilogrammi di neonata detenuta all’interno di una autovettura fermata nel corso di un posto di blocco nei pressi della zona industriale.

Il secondo sequestro, ha invece riguardato 31 chilogrammi di neonata. La Squadra Nautica della Questura, aveva notato dalla strada nei pressi dei “laghetti” di Termini Imerese, i movimenti furtivi di un piccolo natante in vetroresina. In pratica sembrava avvicinarsi ad un pontile nel tentativo di trasbordare un grosso secchio. Al suo interno c’era la neonata, subito sottoposta a sequestro.

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