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GEAPRESS – Come era prevedibile il fatto che l’orso Stefano non sia stato ucciso in un appostamento di bracconieri, non ha abbassato il tono della polemica. Il povero animale, infatti, era stato centrato da almeno  due colpi di pistola e portava in corpo i pallini di più colpi di fucile tipo caccia. Morto molto probabilmente per avvelenamento ma più volte centrato da armi da fuoco, forse, ipotizzano gli esperti, per allontanarlo dai centri abitati come sembra sia accaduto nel periodo a cavallo tra il 2008 ed il 2009.

Comunque oggetto di bracconaggio, afferma ora l’associazione Salviamo L’Orso che informa come il 14 luglio prossimo nei centri di Castel S. Vincenzo (IS) e Castelnuovo a Volturno (IS), si svolgerà la manifestazione spontanea “ARREMBAGGIO AL BRACCONAGGIO” (vedi sotto il programma).

E’ del 7 luglio 2013, effermano gli organizzatori, la notizia del ritrovamento di una carcassa di orso marsicano nei pressi di Castelnuovo a Volturno. L’orso, seppur deceduto per cause da accertare, è stato oggetto di bracconaggio come testimoniato dalla presenza di pallottole nel corpo.

Questo ritrovamento è solo l’ultima delle numerose testimonianze della presenza del bracconaggio nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Atti di bracconaggio a danno di orsi, lupi e altre specie animali si susseguono infatti ininterrottamente da anni e non occorre andare troppo indietro nel tempo per trovare esempi eclatanti: è del 30 giugno 2013 la notizia del rinvenimento di almeno 28 bocconi avvelenati nel cuore del Parco; è di aprile 2011 la notizia del ritrovamento di resti di orso sepolti e ricoperti di calce nei pressi di Scontrone; risale solo al 2007 l’evento che ha portato alla morte dell’orso Bernardo e di almeno altri due orsi.

E’ dunque giunto il momento, affermano gli organizzatori, di dire basta! Bisogna innalzare il coro di coloro che condannano tutti gli atti di bracconaggio e che chiedono misure concrete per la gestione e la risoluzione di questo problema.

“Consci della difficoltà (impossibilità) di combattere il bracconaggio attraverso la “redenzione” di persone quali i bracconieri – affermano gli organizzatori della manifestazione –  ci aspettiamo che questo fenomeno venga combattuto utilizzando armi efficaci, quali azioni preventive e punitive. Infatti è proprio l’assenza di un approccio deciso e coordinato da parte delle istituzioni a suscitare maggiormente rabbia”. Con la manifestazione “ARREMBAGGIO AL BRACCONAGGIO” gli organizzatori pongono al centro della questione i seguenti punti: condanna dei bracconieri; maggiore impegno, ed a più livelli, delle Istituzioni; elaborazione di una efficace strategia antibracconaggio; attuazione del PATOM (Piano di azione interregionale per la tutela dell’orso); trasparenza da parte delle Istituzioni; impegno per la piena condivizione della “lotta” contro il bracconaggio.

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