GEAPRESS – L’incidente è avvenuto nella zona di Meru, a poco meno di 200 chilometri in linea d’aria a nord est di Nairobi. Nello scontro a fuoco, ad avere la peggio sono stati i due bracconieri. Entrambi uccisi mentre nessun ferito si è avuto tra i rangers.

Si tratta dell’ennesimo duro colpo infero dalla speciale polizia keniota istituita in difesa della fauna selvatica. Appena pochi giorni addietro si era infatti avuta notizia dell’uccisione di quattro bracconieri (vedi articolo GeaPress ) mentre ancora misterioso rimane il porto africano di partenza di una spedizione illegale di avorio, intercettata e posta sotto sequestro dalle autorità portuali di Singapore. (vedi articolo GeaPress ). E’ ad ogni modo risaputo come il Kenya sia uno dei punti prescelti per la partenza illegale delle zanne, a volte provenienti dalla vicina Tanzania.

Ad essere sequestrato, dopo lo scontro a fuoco a Meru, è stato un fugile mitragliatore G23 dello stesso tipo di quello già rinvenuto nel corso di un terzo scontro a fuoco dove è rimasto ucciso un altro bracconiere (vedi articolo GeaPress ).  Ad essere sequestrate anche cinque cartucciere ed altre armi oltre al G23. Trovati anche pezzi di avorio ed una carcassa di elefante. Presentava ferite da freccia. Il sospetto è che siano state utilizzate frecce avvelenate.

Nei giorni scorsi, nel Lake Nakuru National Park, erano state rinvenute due carcasse di rinoceronte. Questi ultimi erano stati uccisi a colpi di arma da fuoco.

Le autorità governative keniote, si sono recentemente espresse in maniera molto dura contro i bracconieri. Interventi che spesso sfociano in veri e propri conflitti a fuoco. Questi sarebbero motivati dal fatto, ha spiegato la polizia, che i cacciatori di frodo una volta scoperti aprono subito il fuoco utilizzando potenti fucili mitragliatori.

Recenti inchieste giornalistiche hanno paventato la possibilità che le bande di bracconieri si siano potute infiltrate anche all’interno degli apparati repressivi. Una accusa che è stata rigettata dalla autorità governative.

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