GEAPRESS – E’ il quarto bracconiere ucciso in pochi giorni. Lo scontro a fuoco con la polizia keniota è avvenuto nel Taita Ranch, nel sud del paese. Un gruppo di cinque bracconieri, scoperti dal corpo speciale di polizia che si occupa della tutela della fauna selvatica. I cacciatori di frodo, armati tra l’altro di fucili Kalašnikov, non hanno esitato ad aprire il fuoco.

Per i quattro fuggiaschi si è ora aperta una vera e propria caccia all’uomo nel vicino Tsavo, luogo dove nel recente passato si sono avute vere e proprie stragi di elefanti.

Alla comunicazione delle autorità di polizia del Kenya, hanno fatto seguito alcuni articoli di giornali di quel paese, che hanno denunciato una fitta rete di bracconieri che si è ormai insediata anche negli stessi ambienti repressivi. Di certo, a guardare i numerosi interventi con scontri a fuoco di queste ultime settimane, sembra proprio che il Governo del Kenya abbia deciso un duro giro di vite contro il bracconaggio.

Secondo il Direttore del Kenya Wildlife Service, William Kripono, il Governo ha allertato tutte le autorità di polizia ad intensificare le operazioni anti bracconaggio. “Le organizzazioni dei bracconieri hanno i giorni contati“. Così si è espresso l’alto funzionario illustrando ai giornalisti i nascondigli dei bracconieri. “Tuteleremo la fauna selvatica a tutti i costi“. Così ha invece dichiarato, in un suo comunicato, la stessa speciale autorità di polizia annunciando l’inasprimento degli interventi deciso dal Governo.

I bracconieri per nascondersi utilizzerebbero travestimenti da pastori. Lo stesso Direttore ha inoltre voluto specificare che non vi è alcun ordine di uccidere. I bracconieri, però, rispondono subito a colpi di arma da fuoco appena vengono scoperti.

Gli ultimi tre sono stati uccisi nei giorni scorsi nelle Shimba Hill (vedi articolo GeaPress).

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