GEAPRESS – Una multa pari a circa 470 dollari e pene detentive fino a dieci anni. Troppo poco per il bracconaggio che affligge il Kenya e che dall’inizio dell’anno ha già causato la morte di poco meno di ottanta elefanti. Il nuovo parlamento kenyota si appresta così a valutare la possibilità di una nuova legislazione valida ad inasprire le pene.

Va rilevato che la multa finora prevista, non rappresenta una cifra di modesta entità per un cittadino del Kenya il cui stipendio medio si aggira intorno ai 30-50 dollari al mese. E’ invece del tutto inefficace per i ricchi importatori stranieri i quali, in molti casi, fanno anche da corriere. Presso l’aeroporto di Nairobi sono stati più volte fermati cittadini stranieri ai quali è stata applicata una sanzione pari a poco più di un dollaro per ogni manufatto di avorio sequestrato. Una cifra ridicola se si pensa agli alti guadagni che già produce la vendita dell’avorio grezzo. Quest’ultimo è stimato, all’ingrosso, intorno ai 2500 dollari al chilo.

Di fatto le pene inevitabilmente clementi, finora emesse ai danni dei trafficanti, rappresentano una delle principali cause dell’inefficacia della lotta al bracconaggio. Un portavoce del nuovo Governo, ha però dichiarato la volontà di ricorrere ad un più valido strumento legislativo.

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