L’Italia sta per finire di fronte alla Corte di Giustizia Ue per il mancato recepimento della direttiva Ue sull’efficienza degli edifici. L’efficienza energetica degli edifici è considerata dall’Ue come uno strumento fondamentale per centrare gli obiettivi di riduzione di almeno il 20% (possibilmente del 25%) di emissioni ad effetto serra entro il 2020.

L’efficienza energetica non è un optional – ha dichiarato Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e membro della commissione ENVI Ambiente – Proprio gli edifici consumano il 40% dell’energia europea e sono all’origine del 36% delle emissioni di anidride carbonica (Co2) di tutto il continente. Invito il governo italiano a mettersi quanto prima in regola con la direttiva sull’efficienza energetica degli edifici per bloccare sul nascere l’ennesima procedura d’infrazione ai danni dell’Italia. Ancora una volta la sostenibilità energetica nel nostro Paese resta al palo”.

Con la Direttiva 2002/91/CE l’Unione europea cerca di migliorare l’efficienza energetica dei propri edifici e di aumentarne la sicurezza tramite ispezioni regolari di caldaie e impianti di condizionamento.

L’obiettivo finale è di obbligare tutti i Paesi membri a costruire edifici a sprechi vicino allo zero entro il 2021” spiega l’Eurodeputato “Purtroppo, anche questa volta, come già successo per le etichette energetiche degli elettrodomestici e decine di altre norme ambientali, l’Italia resta indietro sul percorso green dell’Europa e finisce imputata di fronte alla Corte di Giustizia – attacca Zanoni – Al rischio di multe salate da parte di Bruxelles, si aggiunge l’occasione persa di risparmiare energia a vantaggio non solo dell’ambiente ma anche del portafogli dei cittadini”.

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