brescia bracconaggio
GEAPRESS – Tre significativi interventi anti bracconaggio resi noti nelle ultime ore che ripropongono annose questioni che tipicizzano l’attività venatoria illegale italiana. A caccia di notte, l’uccellagione nel bresciano ed il trasporto dei cani.

A Niella Tanaro, in provincia di Cuneo, tre bracconieri sono stati fermati dal Servizio di Vigilanza della Provincia. Sparavano  con un fucile irregolare direttamente dall’automobile e di notte.

Nel bresciano, nei pressi dell’area industriale di Comezzano Cizzago, l’attività dei bracconieri è stata interrotta dai Carabinieri di Rudiano. Nelle  autovetture dei cacciatori di frodo ben 36 uccellini, ma solo in pochi casi è stata possibile la liberazione eseguita dalle Guardie del Parco Oglio Nord. I tre uccellini liberati sono stati trovati  rinchiusi all’interno di una calza di nylon.

Un diverso contenitore, che si sarebbe rivelato addirittura letale, è stato invece riservato a tre cani di altrettanti cacciatori campani fermati alla dogana del porto di Ancona. Ad intervenire i funzionari doganali ed il Corpo Forestale dello Stato. I cacciatori provenivano dalla Croazia e stante le prime risultanze investigative, i tre poveri animali, uno dei quali trovato agonizzante e morto poco dopo, sarebbero stati lasciati nel trasportino al chiuso della macchina posteggiata nella stiva della nave , senza ne acqua e cibo.

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