Dopo l’asta deserta per la vendita dei terreni pubblici edificabili alle Isole Tremiti, il WWF chiede alla Regione Puglia e al Parco Nazionale del Gargano di mettere un punto fermo alla questione prevedendo l’inedificabilità di queste aree nel redigendo Piano Regionale Paesaggistico e nel Piano del Parco. Infatti, pur essendo vero che sia il Parco che la Regione Puglia avevano dato per motivi sociali parere favorevole alla variante urbanistica che avrebbe consentito la realizzazione di case popolari nel comune delle Isole Tremiti, la vicenda dell’asta dimostra inequivocabilmente come la questione si presti ad incontrollabili meccanismi speculativi. Secondo il WWF l’edificazione, mascherata come housing sociale, nasconde altri appetiti ed interessi e solo la luce dei riflettori che si è accesa sulla vicenda ha bloccato l’ennesimo scempio italiano.

Dato che il Commissario del Comune delle Isole Tremiti scadrà con le elezioni amministrative del prossimo 8 maggio, il WWF auspica che il nuovo Sindaco saprà farsi promotore di altri modi per valorizzare le bellezze delle Tremiti e ripianare i bilanci comunali.

Il WWF ricorda che le Isole Tremiti (5 isole, di cui 3 disabitate, più qualche scoglio al largo della costa del Gargano) sono uno dei tesori naturalistici che mantengono ancora un aspetto selvaggio, in parte dovuto alla scarsità di spiagge che l’hanno sottratte al turismo intensivo.

Tra le specie più importanti presenti nelle isole, ci sono la Berta maggiore e la Berta minore, uccelli marini, dei piccoli albatros che si riproducono nelle cavità delle isole rocciose. A loro è legato la leggenda dei guerrieri di Diomede, tanto che le isole sono anche dette Diomedee. Il richiamo notturno di questi uccelli quando tornano ai nidi ha rievocato nelle leggende i pianti dei guerrieri morti in battaglia.

I fondali marini sono un paradiso per i sub e il parco ha realizzato una ventina di sentieri marini per poter osservare dentici, orate, astici, aragoste, cefali, cavallucci marini, polpi, seppie e cernie. Fino agli anni ’70 qui vivevano le ultime foche monache dei mari italiani.

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