balena
GEAPRESS – Una protesta diplomatica con un’ampia partecipazione dei Governi.

Lo rende noto l’ONG EIA (Environmental Investigation Agency) la quale informa come l’apposizione alla caccia alle balene, ed in  modo particolare alle balenottere, è stata formalmente espressa dai paesi della UE ma anche dagli Stati uniti, Australia, Brasile, Israele, Messico e Nuova Zelanda.

Secondo la nota fatta pervenire al Governo di Reykjavik, i Governi hanno espresso tutta la loro preoccupazione per l’intenzione dell’Islanda di continuare a cacciare i grandi cetacei.

In tutto 35 paesi che hanno chiesto all’Islanda di “rispettare la moratoria globale della IWC, sospendendo la caccia a fini commerciali e il commercio internazionale di prodotti derivati”.

Secondo quanto diffuso da Environmental Investigation Agency (EIA), dal 2006, la società implicata nella caccia alle balene in Islanda, avrebbe ucciso più di 500 balenottere comuni. Una specie considerata in via di estinzione. Il paese destinatario dei prodotti della macellazione, sarebbe però il  Giappone.

Soddisfazione per l’iniziativa ora intrapresa dai 35 Stati, è stata espressa anche da  Animal Welfare Institute (AWI), secondo la quale è inaccettabile quanto commesso dall’Islanda.

La Whale and Dolphin Conservation (WDC), ha invece posto l’attenzione sull’azione portata avanti da alcuni parlamentari islandesi, secondo i quali la caccia alle balene sta mettendo a rischio il nome del paese, con possibili ricadute a fini turistici.

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