GEAPRESS – Sarebbero centinaia gli oggetti in avorio, per un valore di circa 1,45 milioni di euro, venduti nei siti di aste on line. Il tutto in soli nove paesi europei e per un periodo incredibilmente breve: appena due settimane.

I risultati sono stati elaborati nel corso del Project Web, un’iniziativa sostenuta da IFAW (International Fund for Animal Welfare) che ha fatto riferimento a 660 annunci apparsi su 61 siti di aste on line. Un quantitativo di oggetti pari a quasi quattro tonnellate e mezzo  di avorio.

Un effetto, secondo il comunicato diffuso oggi dall’Interpol, della carenza normativa esistente sul commercio elettronico.

Il commercio illegale di avorio rappresenta una delle maggiori minacce per gli elefanti in natura – ha dichiarato David Higgins Responsabile del Programma criminalità ambientale dell’Interpol – per questo, se vogliamo affrontare efficacemente questo crimine, l’azione di contrasto deve essere condotta anche nei canali di internet“.

Eppure, ha sottolineato lo stesso responsabile dell’Interpol, gli sforzi contro i traffici di fauna condotti tramite il web, sono ancora in fase embrionale, anche se il sostegno dimostrato dai paesi che hanno preso parte al progetto, fa ben sperare.

Degli oggetti ora rintracciati, il 41%, è rappresentato da statue, sia con figure umane che animali. Tra le altre tipologie si segnalano gioielli (9%) e le zanne intagliate e grezze (7%).

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