falchi dell'Amur
GEAPRESS – Nell’ottobre dell’anno scorso si stima che non meno di  100.000 falchi Amur, siano stati uccisi nel Nagaland, nel nord- est dell’India. Valli strette che incanalano la migrazione di decine di migliaia di falchetti diretti versi l’Africa del sud. Lungo il percorso, però, ci sono le reti stese dai cacciatori di Falchi del Nagaland.

Il dato di 100.000 falchi uccisi potrebbe però essere largamente sottostimato. Vi sono state infatti delle giornate dove, ad essere catturati, erano almeno 15.000 falchi Amur. I poveri animali, rinchiusi in gabbie di rete per essere al momento opportuno trasportati sottosopra una volta legati per le zampe, verranno spellati per l’alimentazione locale o essere venduti nei mercati.

Quest’anno, a sorvegliare la migrazione vi erano giovani di tre villaggi locali. A guidarli nei luoghi gruppi di ex cacciatori. Da capire ancora cosa effettivamente sia successo per giustificare il sorprendente dato che riporta un numero nullo di falchi uccisi. Nelle valli del Nagaland, quest’anno sarebbero transitati non meno di 300.000 falchi.

Nei luoghi erano state condotte numerose campagne di sensibilizzazione, mentre l’intervento messo in campo era stato voluto da più ONG. Difficile però pensare che un problema così vasto e radicato nel tempo venga quasi improvvisamente risolto.

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