andrea zanoni
GEAPRESS – Domenica scorsa un maxi intervento delle Polizie Provinciali di Firenze e Prato, congiuntamente alla Polstrada del capoluogo toscano, ha portato alla scoperta di una traffico di implumi di tordo provenienti dall’estero (vedi articolo GeaPress).

Secondo gli inquirenti, i poveri animali, tutti poi consegnati alla LIPU, sarebbero stati destinati al mercato illegale degli uccelli da richiamo. Una vicenda già nota per il nostro paese e che potrebbe trovare la sua matrice nelle micidiali deroghe alla Direttiva Uccelli che consentono ancora di potere autorizzare la caccia con richiami anche di provenienza selvatica.

Proprio ricollegandosi al sequestro avvenuto a Firenze (l’intervento è avvenuto lungo la A1) interviene ora l’eurodeputato Andrea Zanoni, secondo il quale “la sottrazione dei piccoli dai nidi è uno dei reati più vili e criminali che si possano compiere. È arrivato il momento – ha aggiunto Zanoni – di dimostrare nei fatti che il nostro Paese condanna in modo esemplare gesti così vergognosi: gli individui fermati devono ora ricevere una pena esemplare. Complimenti alle Forze dell’Ordine che hanno permesso di recuperare i piccoli, ora la giustizia deve completare l’opera“.

Zanoni ha altresì ricordato come ogni anno, in modo particolare durante la primavera, si assiste al grave fenomeno del bracconaggio, soprattutto per quanto riguarda il Tordo e la Cesena. Atti criminali che per l’europarlamentare “alimentano il mercato dei richiami vivi, dando vita ad un business enorme che prevede la cattura selvaggia di questi piccoli nati liberi che, attraverso l’apposizione illegale di un anello identificativo, vengono trasformati in merce legale».

Zanoni è più volte intervenuto in sede parlamentare merito, depositato anche un’interrogazione-denuncia alla Commissione Europea. Il Commissario UE all’Ambiente, Janez Potočnik, in risposta alla stessa, il 15 gennaio scorso ha sottolineato come “ai sensi della direttiva 2009/147/CE (Direttiva «Uccelli selvatici») per tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nell’Ue, gli Stati membri vietano la cattura deliberata e la vendita, il trasporto per la vendita, la detenzione per la vendita, nonché l’offerta in vendita di uccelli vivi e di uccelli morti” e ha ricordato che “è pertanto un chiaro obbligo per le autorità degli Stati membri istituire un sistema opportuno di attuazione e applicazione dei divieti summenzionati e delle relative disposizioni”.

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