GEAPRESS – Dito verso del WWF Piemonte contro la proposta di legge sulla caccia che l’Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto, si appresterebbe a presentare.

Secondo il WWF Piemonte il testo rappresenterebbe un passo indietro di 70 anni. Un’ideologia della gestione faunistica che suona oggi del tutto fuori luogo e fuori tempo. Ad essere in modo particolare additata è l’idea di rilancio culturale della caccia, da attuarsi tramite “l’implementazione di attività di divulgazione e didattica sulle risorse faunistiche e sull’esercizio dell’attività venatoria”. Poi, anche il rilancio economico, ovvero il volano di sviluppo di attività connesse alla caccia.

Insomma, per il WWF chi si era illuso che la fauna selvatica fosse un “bene comune” e non una “merce” a disposizione di chi può ucciderle e venderla, si può rassegnare. “Con questa legge – riferisce il WWF Piemonte – la caccia diventa una semplice speculazione economica, dove pochi e ricchi cacciatori privilegiati si porteranno via un patrimonio di tutti noi“.

Una legge che includerebbe nel calendario venatorio piemontese tutte le specie elencate nella legge nazionale, senza quindi tenere conto della situazione faunistica regionale. C’è poi la questione della possibilità offerta ai cacciatori di intervenire nel controllo della fauna selvatica all’interno delle aree protette.

Più che una legge – commenta il WWF – questo testo ci sembra un ultimo colpo di coda da parte di un assessorato e di un governo regionale che stanno ancora leccandosi le ferite della caduta di consensi“.

Il WWF si opporrà a questa legge definita anacronistica e, assieme alle altre associazioni, si schiererà a favore di soluzioni più moderne e in linea con gli orientamenti comunitari.

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