pesce mal conservato
GEAPRESS – Erano scaduti o privi di certificato di tracciabilità le 120 tonnellate di alimenti, soprattutto di orgine ittica, posti sotto sequestro del Comando Regionale per la Campania del Corpo forestale dello Stato unitamente alla Capitaneria di Porto di Napoli. Un fatturato probabile di oltre 3 milioni di euro, ovviamente tutto da ottenere nel mercato illegale. Di questo sono convinti gli inquirenti che sottolineano la coincidenza non casuale con il periodo natalizio.

Una intenza attività di indagine che ha portato forestali ed uomini della Capitaneria di Porto ad intervenire nelle province di Napoli e Caserta. Ben 114 tonnellate, sono state sequestrate tra Capua e Alife, in provincia di Caserta.

Ad intervenire anche il personale del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente di Vallo della Lucania, Coordinamento Territoriale per l’Ambiente di San Sebastiano al Vesuvio e Servizio CITES. Presenti pure medici della ASL e tecnici della prevenzione. Prodotti che, stante quanto riportato dal Corpo forestale dello Stato erano scaduti in alcuni casi da ben 5 anni, oltre che provenienti da attività di pesca illegale esercitata dal nord Africa. Molluschi, pesce spada, alici, salmoni, spigole e rane pescatrici, pronti a invadere il mercato natalizio. L’operazione ha portato alla denuncia di 9 persone e alla chiusura di uno degli impianti ispezionati oltre alla contestazione di 50 mila euro complessive di sanzioni amministrative.

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