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GEAPRESS – “La tratta di cuccioli è diventata purtroppo un business sempre più complesso e redditizio. Questa pratica deve essere fermata con decisione e l’operazione di oggi del Corpo forestale dello Stato, che ha portato a smascherare un’organizzazione dedita all’introduzione illecita e alla vendita di cuccioli dell’Est Europa, rappresenta un passo importante in questa direzione. Chi è coinvolto in questi traffici non tiene in nessun conto il benessere degli animali, che vengono sottoposti a maltrattamenti inaccettabili”.

Così il Sottosegretario alle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, commenta l’operazione ‘Maky’ (vedi articolo e VIDEO GeaPress ), avviata nel 2012, del Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) di Lodi, sotto la direzione del Procuratore Capo di Lodi, Vincenzo Russo, che ha portato a nove persone denunciate con applicazione di sei misure cautelari, di cui tre arresti domiciliari, disposte dal Giudice per le Indagini Preliminari di Lodi. Sono stati sequestrati 88 cuccioli e rinvenuti oggi anche altri 15 cani di provenienza estera, di cui si sta valutando la corrispondenza con i documenti.

Ad essere contestato anche il reato di associazione a delinquere per i crimini legati al maltrattamento e traffico illecito degli animali. Le ipotesi di reato sono: traffico illecito di animali di età inferiore alle 12 settimane, esercizio abusivo della professione medica, frode in commercio, maltrattamento di animali e detenzione produttiva di gravi sofferenze.

La Forestale è riuscita a smascherare quella che si pensa essere una vera e propria associazione a delinquere, una struttura organizzata che si sarebbe avvalsa, tra l’altro, dell’aiuto di un medico veterinario. Gli animali, così come riportato dal Corpo Forestale, sarebbero stati sottoposti a sevizie e maltrattamenti oltre che a trattamenti sanitari verosimilmente mirati a nascondere eventuali patologie e l’età molto inferiore rispetto a quella dichiarata per la vendita, che avveniva soprattutto attraverso internet. Le indagini del Cfs proseguiranno in altre strutture commerciali della Lombardia e dell’Emilia Romagna, mentre gli animali salvati e posti sotto sequestro sono stati temporaneamente affidati, grazie al contributo di Associazioni, a famiglie che ne garantiscono la cura e un sano sviluppo.

Voglio ringraziare – ha concluso  Maurizio Martina – il Corpo Forestale dello Stato per il prezioso lavoro fatto. Il risultato di oggi testimonia il valore e la dedizione delle donne e degli uomini del Corpo che portano avanti, quotidianamente e su tutto il territorio nazionale, attività investigative e di controllo”.

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