pangolino
GEAPRESS – Secondo l’ONG Wildlife Friends Foundation Tailandia è probabile che il carico dei Pangolini abbia avuto origine da catture illegali nell’isola di Sumatra. Risalendo la penisola indocinese il trafficante è poi arrivato in Malesia e da qui in Tailandia dove, al confine con il Laos, ha subito il sequestro. Numerosi giorni trascorsi al chiuso dei sacchi, al buio e senza cibo. Dunque nessuna meraviglia se al momento del sequestro un animale era già morto mentre i restanti 80 apparivano visibilmente indeboliti.

Tutti i pangolini sono stati affidati al LAO Wildlife Rescue Centre. Solo nei prossimi giorni sarà possibile sapere quanti si salveranno.

Purtroppo i Pangolini asiatici, appartenenti a più specie, sono attivamente cacciati per la  carne e le scaglie utilizzate nella medicina tradizionale orientale. I trafficanti hanno altresì esteso i loro interessi anche alle specie che vivono nel continente Africano ed in più occasioni si sono registrati dei sequestri soprattutto nel porto di Hong Kong. Il lungo viaggio dei Pangolini coinvolge altresì il Vietnam ed infine la Cina.

Secondo Wildlife Friends Foundation Tailandia il commercio illegale di pangolini genera un fatturato stimato in circa 19 miliardi di dollari l’anno.

Si tratta di un animale dalle abitudini solo parzialmente conosciute. Notturno e dal carattere solitario, risulta  particolarmente difficile da studiare. L’uomo, però, sembra stare facendo di tutto per portarlo all’estinzione ancor prima di averlo ben conosciuto.

Nel sequestro ieri avvenuto al confine tra la Tailandia ed il Laos, alcune persone sono state arrestate.

 

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