cacciatore
GEAPRESS – Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno inoltrato ricorso in sede comunitaria contro il calendario venatorio regionale sardo promulgato con decreto assessoriale del 5 agosto scorso.

Nel contempo le associazioni hanno chiesto l’adozione di provvedimenti di revoca/annullamento dello stesso atto, le cui criticità sollevate sono state portate a conoscenza della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.

Non è la prima volta che accade e, probabilmente, non sarà l’unica azione legale ecologista avverso il calendario venatorio uscito dalla riunione del 30 luglio 2015 del Comitato faunistico regionale.

Già nel 2014 la Direzione generale “Ambiente” della Commissione europea aveva reso noto di aver aperto la procedura di indagine EU Pilot 6730/14/ENVI “diretta ad accertare se esista in Italia una prassi di sistematica violazione dell’articolo 6 della direttiva Habitat”. Questo, spiegano sempre le associazioni, a causa di svariate attività e progetti realizzati in assenza di adeguata procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.INC.A.) in aree rientranti in siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e zone di protezione speciale (Z.P.S.) componenti la Rete Natura 2000.

Fra i casi oggetto d’indagine vi sono il calendario venatorio regionale sardo 2012-2013 e il calendario venatorio regionale sardo 2013-2014 in assenza di procedura di V.INC.A. pur prevedendo la caccia anche entro S.I.C. e Z.P.S. (nota prot. n. ENV.D.2/LS/vf/EU-Pilot/6730/14/ENVI del 15 luglio 2014) e così anche il calendario venatorio regionale sardo 2014-2015.

Continuando di questo passo si potrebbe rischiare una procedura di infrazione. Attualmente sono ben 92 i procedimenti avviati contro l’Italia dalla Commissione europea. Di queste addirittura 18 (circa un quinto) riguardano materie ambientali.

 

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