ALLODOLE
GEAPRESS – Nuovi gravi atti di bracconaggio compiuti in più parti del territorio italiano.

L’intervento forse più significativo è quello avvenuto in Puglia che rileva ancora una volta il collegamento esistente tra caccia di frodo in sud Italia e pratiche venatorie nelle regioni del nord. Ad evidenziarlo è lo stesso Corpo forestale dello Stato che ha comunicato nella giornata di ieri i risultati di più sopralluoghi eseguiti dal Comando provinciale di Foggia e dai reparti del NOA (Nucleo Operativo Antibracconaggio) di Roma.

Di rilevo, ad esempio, è la presenza di “archetti”, ovvero un mezzo di caccia illegale tipicamente utilizzato nel nord Italia e nel bresciano in particolare. L’area ove erano stati sistemati, era “arricchita” da cardellini in cattività utilizzati come  richiamo. Un misto, tra pratiche di uccellagione del sud Italia e trappole di altre latitudini dove in genere viene  utilizzata una bacca appetibile per i volatili.

Non meno significativa la scoperta di un “deposito” con 180 allodole. Secondo quanto diffuso dal Corpo Forestale dello Stato, i poveri animali erano destinati al nord Italia per essere utilizzati come richiamo durante l’attività venatoria. Del resto, l’uso di tale volatile, è pressocchè sconosciuto nelle pratiche venatorie del sud Italia. Tutte le allodole sequestrate sono state subito reimmesse in libertà dal Corpo Forestale dello Stato.

Ben 1500 metri quadrati era invece la superficie complessiva occupata da due impianti di uccellagione contornati da richiami elettroacustici, anch’essi vietati dalla legge sulla caccia. In tutto erano state stese ben 25 reti idonee alla cattura dei volatili. Quarantatrè, invece, gli animali rinvenuti morti nel corso degli interventi.

In tutto sono state denunciate 19 persone che dovranno ora difendersi dall’accusa  di attività venatoria illegale.

E’ andata male anche ad un cacciatore sopreso all’interno del Parco Nazionale del Cilento. In questo caso, a sorprenderlo in area comunale di Casalvelino (SA) è stata la Forestale del Comando Stazione Sessa Cilento. Ancora in area Parco, ma in quella del Gran Paradiso, sono stati denunciatidue cacciatori sorpresi lo scorso 14 novembre (la comunicazione è avvenuta ieri) in alta Valle Orco. Erano invece senza porto d’armi i due bracconieri fermati dal Nucleo faunistico della Provincia di Torino e dalle Guardie volontarie della Federazione Italiana della Caccia in bassa Valsusa. All’interno del bagagliaio una femmina di capriolo uccisa ed un fucile calibro 22 con il colpo in canna.

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