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GEAPRESS – Un pessimo modo per festeggiare il 24 maggio, Giornata europea dei Parchi. Questo quanto riferito da Dante Caserta, Presidente del WWF Italia, in coincidenza con la giornata europea.

Secondo il WWF i nostri Parchi nazionali, infatti, sarebbero a rischio paralisi. “Da un lato – ha dichiarato il presidente del WWF Italia – sono quasi tutti privi dei propri consigli direttivi, in alcuni casi attesi da anni; dall’altro stanno subendo tagli così pesanti nei finanziamenti dello Stato da mettere realmente in pericolo la possibilità di fare interventi concreti a tutela della natura”.

Una situazione che a detta degli ambientalisti sarebbe ormai molto difficile.

Per quanto riguarda  le nomine il WWF rivolge un appello al Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, affinché recuperi i ritardi accumulati in passato e proceda rapidamente. Per quanto attiene invece ai tagli, l’appello è rivolto a tutto il Governo a cui si chiede di non penalizzare ancora una volta un  Ministero che nel 2010 aveva un bilancio di 1,2 miliardi di euro ed oggi di soli 500 milioni.

Mentre si attendono notizie sugli organi di gestione dei parchi si ha notizia dall’inizio del 2014 di almeno tre tagli ai finanziamenti previsti dallo Stato sia per le aree naturali protette a terra che per quelle a mare. A quanto risulta al WWF il capitolo di bilancio “gestione interventi Parchi nazionali” ha registrato un taglio di circa 865.000,00 euro, passando dagli originari 5.800.000 circa di inizio anno agli attuali 4.960.000,00 circa (un taglio del 15%). Ancora peggio il capitolo di bilancio “gestione interventi Aree Marine Protette” che ha registrato un taglio di oltre 1.200.000,00 euro, passando dagli originari poco più di 5.000.000,00 di inizio anno agli attuali 3.790.000,00 euro circa (taglio di circa il 24%).

Dopo qualche recente tentativo da parte del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di garantire finanziamenti adeguati al sistema nazionale delle aree naturali, da quest’anno si deve così registrare la ripresa dei tagli lineari che finiscono per rendere ancora più problematica la gestione dei parchi nazionali e la loro reale capacità di intervento sul territorio.

Su 23 parchi nazionali esistenti in Italia, attualmente solo 3 (Dolomiti Bellunesi, Gran Paradiso e Sila) hanno un Presidente ed un consiglio direttivo operativo. Negli altri 20 parchi è stato nominato solo il Presidente, a volte dopo commissariamenti duranti anni, ma non il consiglio direttivo, determinando così una gestione anomala, peggiore persino del commissariamento degli Enti. Secondo il WWF i Presidenti nominati e costretti ad operare senza il consiglio direttivo saranno presto costretti ad una gestione provvisoria che nei fatti determinerà la paralisi dell’ordinaria gestione degli Enti Parco.

Un vero e proprio deficit di democrazia e partecipazione (nei consigli direttivi dei parchi siedono, a titolo gratuito, rappresentanti degli Enti locali, dei Ministeri competenti, del mondo scientifico ed ambientalista), che di fatto contribuisce ad indebolire di molto l’azione dei Parchi che non possono operare nel pieno delle loro funzioni.

Sempre secondo il WWF il ritardo nelle nomine dei consigli direttivi, di competenza del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in alcuni casi è imbarazzante: il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e quello della Majella sono senza consiglio dal 2007, il Parco del Gargano e quello dell’Asinara dal 2008. e così via.

Il WWF ricorda che la riforma legislativa entrata in vigore ad aprile 2013 (DPR n. 73/2013) ha riformato i consigli direttivi dei parchi, riducendone il numero dei componenti da 12 ad 8. A seguito di questa semplificazione ci si sarebbe aspettata una rapida ricomposizione dei consigli con un ritorno alla normalità, ma purtroppo questo non è avvenuto. Su richiesta del Ministero le Associazioni ambientaliste hanno provveduto alle designazioni di loro competenza già dal novembre 2013 e nel frattempo molte Comunità del Parco hanno trasmesso al Ministero i loro 4 rappresentanti nei rispettivi consigli direttivi. L’imbarazzo nasce dall’assenza delle nomine di diretta competenza dei due Ministeri interessati, Ambiente ed Agricoltura, nonché dell’ISPRA.

Sappiamo bene – ha concluso il presidente del WWF Dante Caserta – che in questo periodo di crisi tutti gli Enti, compresi i parchi, devono fare la loro parte nella riduzione delle spese, ma il settore ambientale è sempre quello più penalizzato. E come sempre si tratta di scelte. Con quanto l’Italia spenderà per un solo cacciabombardiere F35 si potrebbero assicurare finanziamenti alle aree naturali protette di questo Paese per molti anni. Di cosa ha più bisogno l’Italia? Di un ennesimo aereo da guerra o di un funzionale sistema di parchi, capace di tutelare aree naturali di enorme pregio che ogni anno attirano milioni di visitatori e turisti dall’Italia e dall’estero?”.

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