avorio elefante
GEAPRESS – Un maxi sequestro di avorio, pari a ben 1148 zanne, è avvenuto nelle scorse ore ad Hong Kong.

Dallo scorso ottobre, hanno riferito le autorità doganali, è il quinto intervento che avviene nelle città. Il carico proveniva dal Togo, nell’africa occidentale, e quasi certamente era destinato alla Cina. Hong Kong, ricordiamo, è anche un importante punto di snodo dei commerci tra il sud est asiatico ed il resto del mondo.

L’enormità della spedizione, in sintonia con altri sequestri già avvenuti, avvalora l’ipotesi che dietro questi commerci vi siano grosse organizzazioni criminali transnazionali. Un fatto preoccupante, ancorchè si suppone che solo il 10% dei traffici illeciti venga intercettato dalle polizie dei diversi paesi interessati.

L’innalzarsi del livello medio del reddito cinese e lo status symbol che  costituisce il possesso di oggetti in avorio, rischia di portare sempre più sull’orlo dell’estinzione l’elefante africano. Poco potere deterrente, specie per lo spessore delle organizzazioni criminali che si pensa siano coinvolte, costituiscono poi le sanzioni. Un problema ancora più grave è  forse rappresentato dalla scarsa comunicazione esistente tra le polizie dei paesi interessati

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