caretta caretta II
GEAPRESS – Forse un segno della natura: la spiaggia scelta dalla tartaruga Caretta caretta per deporre le uova, nel 50° anniversario del WWF Italia, è proprio quella della prima Oasi italiana.

Tutto è iniziato il 21 luglio di primissima mattina, quando i Signori Grob dalla Svizzera, uscendo sulla spiaggia del Chiarone, sono stati “accolti” da una bellissima, e inaspettata, Caretta caretta, tartaruga marina tipica del Mediterraneo. Nonostante la sorpresa immensa, i due transalpini hanno reagito nel migliore dei modi: hanno scattato foto per documentare l’evento e individuato le coordinate precise per poter ritrovare con esattezza il nido.

In Italia, spiega il WWF di Grosseto, sono noti ormai da diversi anni siti riproduttivi lungo le coste della Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna e Isole Pelagie; pertanto le nidificazioni avvenute in Maremma rappresentano al momento il limite più settentrionale di riproduzione, esattamente nella parte meridionale del Santuario dei Catacei, che si chiude al Fosso Chiarone, a poche centinaia di metri dal sito della deposizione. Nel 2013 le tartarughe scelsero la spiaggia di Scarlino, poi l’anno scorso della Giannella e quest’anno al Chiarone sulla spiaggia gestita dalla SACRA spa, proprietaria del Il Campeggio di Capalbio.

Questi ultimi due siti sono strettamente legati alle Oasi WWF della Maremma per continuità territoriale e, nel caso del Chiarone, anche per condivisione con l’amministrazione comunale di Capalbio e con la S.A.C.R.A. proprietaria dell’Oasi WWF del Lago di Burano, che proprio con il WWF condivide da quasi cinquant’ anni misure di conservazione di questi luoghi, che non solo non danneggiano il “business” turistico, ma anzi hanno conferito alle strutture ricettive una personalità molto attrattiva per turisti di tutto il mondo. Proprio come questa coppia di Svizzeri che si è preoccupata di salvaguardare il miracolo della deposizione.

Questa spiaggia, sottolinea sempre il WWF, viene pulita a mano senza l’utilizzo di trattori, il campeggio e il ristorante prospicenti sono gestiti con misure ecosostenibili e senza arrecare alcun disturbo acustico o luminoso al litorale.

Dunque il prossimo appuntamento è la schiusa delle piccole tartarughe che avverrà tra 45-60 giorni. Raggiunto il mare si dirigeranno nei fondali più profondi per passare i primi anni della loro vita, ma poche saranno quelle che riusciranno a raggiungere l’età adulta (15-25 anni) per poi riprodursi. Il WWF si appella alla sensibilità di tutti per organizzare i turni di sorveglianza, che verranno coordinati dall’Osservatorio Regionale per il Cetacei, ARPAT, Legambiente e WWF.

Il Campeggio di Capalbio si è reso disponibile affinché i turni diurni e notturni siano più agevoli possibile. Un’esperienza da non perdere.

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