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GEAPRESS – Amnistia  per gli attivisti di Greenpeace arrestati dalla polizia russa a seguito delle proteste contro le trivellazioni petrolifere nell’Artico. Un comunicato della sede internazionale di Amsterdam di Greenpeace, informa oggi come il parlamento russo ha esteso la possibilità di amnistia anche all’ipotesi di reato di vandalismo. Senza, cioè, che il processo sia ancora iniziato. Come è noto, la stessa Greenpeace aveva rilevato giorni addietro come la prima stesura della proposta voluta da Putin, escludeva questa possibilità (vedi articolo GeaPress).

La votazione finale della proposta deve ancora avvenire ma nel frattempo l’emendamento in favore dei 28 attivisti e dei due giornalisti freelance fermati tre mesi addietro sulla nave ambientalista Arctic Sunrise, è stato approvato. In pratica, informa sempre Greenpeace, per tornare indietro si dovrebbe bocciare l’intera proposta. Una possibilità, questa, ritenuta improbabile.

Se però per gli attivisti non russi l’amnistia si concretizzerà in un atto di libertà, la stessa previsione per i due ambientalisti russi non potrà cancellare quanto rimarrà nel casellario giudiziario.

I commenti, ovviamente, sono in linea di massima positivi, anche se, sempre secondo Greenpeace “per l’artico non vi sarà aministia“.

Incerto, invece, l’esito del sequestro dell’Arctic Sunrise.La nave è attualmente trattenuta nel porto di Murmansk. .  Greenpeace ha sempre sostenuto che nel momento dell’irruzione della polizia russa, la nave si trovava in acque internazionali.

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