green hill
GEAPRESS – Condanne inferiori alle richieste del PM ma comunque condanne. A diverso titolo e che vanno dagli otto ai dieci mesi. Questo, infatti, il verdetto del Tribunale di Brescia per dodici dei tredici manifestanti che vennero imputati di alcuni fatti commessi nell’aprile 2012 quando, numerose persone, nel corso di una partecipata manifestazione animalista, riuscirono a portare via da Green Hill alcuni cani beagle.

Una assoluzione e dodici condanne che però suonano come un paradosso. Ad utilizzare il termine è l’ENPA che, in una sua nota, riferisce come in questa storia il vero paradosso su cui si dovrebbe quanto meno riflettere, è il fatto che, senza quell’atto coraggio, sfociato nella sentenza di oggi, molto probabilmente Green Hill sarebbe ancora operativo.

Ancora più esplicita Animal Amnesty che evidenzia come “attivismo non è terrorismo”.

Nel luglio dello stesso anno arrivava il sequestro di Green Hill ed il procedimento che lo aveva generato era partito dallo stesso Magistrato che ha rappresentato l’accusa anche nei confronti dei tredici attivisti. Una imputata si era rivolta all’avvocato di Legambiente David Zanforlini il quale avvio le indagini difensive. Fu questo l’atto che riavviò la speranza di molti di vedere chiusa Green Hill.

Tre imputati per Green Hill condannati in primo grado e per i quali bisognerà attendere l’appello. Dodici attivisti animalisti oggi condannati e per i quali, anche per loro, bisognerà attendere l’appello.

Secondo Animal Amnesty quel 28 aprile gli arresti tra gli attivisti furono solamente figli di una scelta casuale, nel senso che molte e molte più furono le persone entrate quel giorno a Green Hill.

Pena sospesa, risarcimento danni e pagamento spese processuali. Per il resto della storia giudiziaria se ne riparlerà in appello.
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