cane padronale
GEAPRESS – Da quest’anno la chirurgia veterinaria per gli animali da compagnia e le vaccinazioni veterinarie rientrano nelle “spese rappresentative” degli italiani e sono ormai “consolidate” nei comportamenti sociali di chi vive con almeno un animale da compagnia (quattro famiglie su dieci).

A riferilo con un suo comunicato è l’ANMVI, Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, secondo la quale la decisione  del Governo deve intendersi come una buona notizia dal punto di vista socio-sanitario, ma un serio monito per le stesse autorità  che vogliano davvero tutelare queste spese dal rischio dell’inflazione e ridare slancio alla domanda-offerta di prestazioni e servizi veterinari. La crisi economica, spiega l’ANMVI, sta minacciando la propensione alle  cure veterinarie e deprimendo un comparto sanitario che- fra medicinali, attrezzature e mangimi- genera sviluppo socio-sanitario ed economico.

Alla detassazione delle cure veterinarie – commenta Marco Melosi, Presidente ANMVI  – priorità assoluta per non cadere nella soglia di under-treatment veterinario-  vanno associate politiche di tutela del potere d’acquisto dei proprietari virtuosi ( l’82% secondo il parere dei medici veterinari italiani) anche attraverso soglie di detrazione fiscale adeguate al costo del denaro. Sono più di dieci anni– aggiunge Melosi- che le detrazioni veterinarie non vengono nemmeno aggiornate ai valori ISTAT e sono al di sotto di 1 euro al giorno”.

Vale solo la pena di ricordare, conclude il comunicato dell’ANMVI, l’incoraggiamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale a non cadere sotto livelli minimi di controllo delle malattie animali trasmissibili. Mantenendo in salute i cani e gatti,  proprietari e veterinari  giovano alla salute e alla contabilità pubblica nazionale.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati