lipu
GEAPRESS – Dopo il caso di Collarmele (AQ), dove due avvoltoi grifoni parrebbero essere morti tranciati dalle pale eoliche (vedi articolo GeaPress ) una nuova polemica si apre in provincia di Matera.

A Gorgoglione, infatti, un raro Nibbio reale è stato fotografato, ormai privo di vita, ai piedi di una delle tante torri eoliche che contraddistinguono ormai il paesaggio.

Si tratta di un rapace sempre più raro e  quasi del tutto scomparso da alcune regioni italiane. La Basilicata dovrebbe costituire una delle sue ultime roccaforti  e per questo ogni animale decuduto rappresenta un danno considerevole per la biodiversità italiana.

Sui fatti di Gorgoglione, non sono ancora noti referti autoptici ma l’ipotesi che a causare la morte del povero Nibbio, possa essere stata una delle torri viene subito avallata dai protezionisti. Per il Presidente nazionale della LIPU – Birdlife, Fulvio Mamone Capria, in Italia manca una seria programmazione energetica ed in tal maniera, quando arriverà, sarà probabilmente troppo tardi. Una critica, tiene a precisare il presidente della LIPU, che non equivale ovviamente ad una condanna per le energie rinnovabili, ma di certo non si può giustificare un cielo vuoto di uccelli.

Negli ultimi anni in Italia sono state installe numerose centrali eoliche. Spesso le località coincidono con aree di estremo interesse naturalistico e per la protezione dell’avifauna in particolare. La LIPU, già nel recente passato, ha messo in evidenza il ritorno di certo non entusiasmante in termini di risorse energetiche.

A Gorgoglione, intanto, rimane quel Nibbio trovato nei pressi di una delle torri. In questo periodo, poi, la specie è in riproduzione. Un danno, pertanto, che potrebbe essere ancora più grave.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati