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GEAPRESS – Pesca illegale con l’utilizzo di reti derivanti e a strascico, ovvero con mezzi non consentiti. E’ quanto scoperto dalla Capitaneria di Porto di Gioia Tauro (RC) ed a quanto pare praticato da pescatori diportisti, ovvero non autorizzati.

In tutto quattro operazioni di polizia portate a termine in questi ultimi giorni e finalizzate al contrasto della pesca di specie sottomisura. Ad essere impegnate sono state diverse pattuglie terrestri e unità navali della Guardia costiera.

I primi due interventi, sono stati effettuati nelle acque antistanti il lungomare del comune di San Ferdinando. L’equipaggio del battello GC B75, unitamente a personale della motovedetta CP 827 rinvenivano, infatti, una prima rete da posta lunga circa 500 metri ed una seconda rete da posta lunga circa 1500 metri. Entrambe le reti erano prive di segnali diurni conformi a quanto previsto dal regolamento Comunitario. Le reti venivano così  salpate e sottoposte  a sequestro amministrativo contestato  a carico di ignoti.

La successiva operazione è avvenuta  in località “Ulivarella” del comune di Palmi. A seguito di un controllo effettuato a bordo di un natante da diporto, veniva anche in questo caso ritrovata una rete da posta, illegalmente detenuta, che è stata sequestrata. Una sanzione amministrativa di quattromila euro è stata contestata al conduttore del natante. Infine, in località “Marinella” del comune di Palmi, personale militare dipendente rinveniva una rete tipo derivante (spadara) lunga circa 1500 metri e la stessa, una volta salpata, veniva posta sotto sequestro.

Il comandante Tomat ha voluto ancora una volta ricordare che i controlli proseguiranno con la medesima attenzione e rigore e saranno mirati a salvaguardare il forte fenomeno di impoverimento delle risorse ittiche, causato da una eccessiva, irrazionale e, spesso illegale, attività di pesca.

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