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GEAPRESS – La Capitaneria di porto di Gioia Tauro ha provveduto alla distruzione di tutti gli attrezzi da pesca che, nel corso degli ultimi anni, erano divenuti oggetto di sequestro.

La Guardia Costiera, infatti, aveva contestato illeciti amministrativi e penali, che avevano successivamente portato alla confisca del materiale.

Nell’area di deposito presente in Capitaneria, erano giacenti circa 100 attrezzi da pesca costituiti da reti di vario tipo, soprattutto spadare. Si trattava del frutto dell’attività di controllo dalle varie forze di polizia, confiscato dal Tribunale di Palmi (per violazioni di carattere penale), dalla Capitaneria di Gioia Tauro e in alcuni casi dalla Capitaneria di Vibo Valentia Marina (per gli illeciti amministrativi).

La distruzione è comunque avvenuta dopo che l’Agenzia del Demanio ne ha attribuito un valore di mercato nullo, consentendo così il conferimento di tutti gli attrezzi a una ditta specializzata nello smaltimento di questa tipologia di rifiuti e il riciclaggio dei materiali recuperabili.

Grazie a questa attività si è consentito svolgere un’iniziativa a tutela dell’ambiente e di bonificare l’area di deposito così da sanificarla e rimodularla per una migliore utilizzabilità. L’iniziativa si è potuta completare positivamente grazie alle direttive impartite dal Reparto Ambiente Marino del Corpo delle Capitanerie di porto istituito presso il Ministero dell’Ambiente.

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