pesce sega
GEAPRESS – A seguito di una verifica da parte degli Agenti del Corpo Forestale dello Stato del Servizio CITES di Genova sono stati sequestrati due rostri di pesce sega presso un esercizio commerciale di Sestri Levante (GE). Il negozio era specializzato nella vendita di articoli associati al mondo marinaresco, souvenirs di vario genere. Una parte delle specie di appartenza, risultavano considerate   dalla Convenzione di Washington C.I.T.E.S.

Nell’ambito del sopralluogo, particolare attenzione è stata prestata quando gli Agenti, a seguito di riconoscimento identificativo, hanno accertato la presenza per fini commerciali, di due rostri di Pesce sega (appartenenti alla famiglia Pristidae spp.) appartenenti a specie a rischio d’estinzione e proprio per questo tutelati dall’Appendice I della Convenzione di Washington CITES e dall’Allegato A del Reg.CE 338/97 e s.m.i.. Si tratta delle  categorie caratterizzate da maggiore tutela. In tale appendice, infatti, sono infatti incluse le specie, animali e vegetali, che sono sull’orlo di estinguersi in natura.

I Pesci sega appartenenti alla famiglia Pristidae, sono una famiglia di Pesci affini alle razze. Abitano i bassi fondali delle acque tropicali e temperate del globo. La caratteristica più spiccata è certamente il rostro, un prolungamento della testa costeggiato da ambo i lati da scaglie simili a denti, e che può raggiungere oltre 1/4 della lunghezza totale dell’esemplare.

Gli esemplari della famiglia dei Pristidae spp.   vengono pescati per scopi alimentari e  per la pesca sportiva, nonché per il rostro, ritenuto un souvenir di valore; tutto ciò ha portato inevitabilmente al depauperamento delle popolazione naturali.

Per queste motivi la 14^ Conferenza delle Parti CITES nel giugno 2007 ha deliberato l’inserimento di detta famiglia di Pesci nell’Appendice I della CITES; la Comunità Europea, di conseguenza, grazie al Reg. (CE) 318/08,   ha inserito quindi tutti gli esemplari di Pesce sega all’interno dell’elenco di quelli tutelati, per cui la detenzione ed l’eventuale commercializzazione sono consentite solo con apposita documentazione attestante la legale provenienza. Nonostante la restante merce, tutelata dalla CITES, in vendita nel negozio fosse in piena regola per la commercializzazione, i due rostri di Pesce sega  non sarebbero stati accompagnati dalla certificazione CITES comunitaria necessaria per la vendita, e per l’espletamento di tutte le attività commerciali connesse, ivi compresa l’esposizione per fini commerciali.

Alla luce di quanto sopra, gli Agenti forestali hanno proceduto pertanto al sequestro penale dei rostri, e alla conseguente segnalazione  alla Procura della Repubblica del titolare della ditta controllata, per aver esposto a fini commerciali tali manufatti privi di documentazione, in violazione dell’art.1 della Legge 150/92 e s.m.i., che regolamenta la Convenzione di Washington CITES in Italia e che affida in modo esclusivo i controlli del settore al Servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato. Sono attualmente in corso d’indagine eventuali ipotesi investigative per individuare l’origine di detti manufatti; rimane ad ogni modo plausibile l’ipotesi che siano stati importati illegalmente in Comunità Europea.

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