GeaPress – Sono arrivati alla Casa d’Aste genovese, a seguito di indagini svolte nelle rete internet. I fatti sono occorsi nel mese di dicembre. Gli Agenti del Corpo Forestale dello Stato del Servizio CITES, hanno così provveduto al sequestro dei manufatti in avorio ed alla denuncia dei responsabili.

Diverse statuine, raffiguranti guerrieri africani, posti in vendita senza la prescritta documentazione Cites. Nessun documento, dunque, che potesse attestare la lecita provenienza. Le statuine in avorio erano state consegnate alla Casa d’Aste da un uomo residente a Genova. A quanto pare le aveva ereditate negli anni ’80 e sembrerebbero provenire dal Congo. Il prezzo, che aveva creato non poco sospetto, era particolaremnte esiguo.

Avorio, riferiscono i Forestali, che si presentava particolarmente bianco e privo di fessurazioni. Un carattere che rileva in genere una fattura recente. Di fatto, per gli oggetti in avorio posseduti a partire dagli anni 50, il commercio è vietato, salvo se in presenza di apposita documentazione Cites. Tutto il materiale rinvenuto è stato così posto  sotto sequestro, mentre per l’anziano proprietario ed i titolari della Casa D’Aste è scattata la denuncia per violazione della legge 150/92. Si tratta della legge che ha previsto in Italia i reati per il mancato rispetto della Convenzione di Washington.

La Forestale ricorda come l’attuale rarefazione in natura dell’elefante africano (Loxodonta africana) è da ricondurre anche all’indiscriminato bracconaggio effettuato proprio a partire da quei “lontani” anni. Detta pratica è purtroppo ancora oggi una delle maggiori cause di rischio estinzione di questa specie animale, nonostante gli sforzi attuati a vari livelli da forze governative e non, al fine di arginare il problema.

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