tordo merlo
GEAPRESS – Una manifestazione inopportuna, secondo WWF, LAC e VAS, quella organizzata dai cacciatori liguri a seguito del provvedimento del Consiglio di Stato che di fatto ha sospeso per la quarta volta la stagione venatoria in Liguria. In poche settimane, infatti, altri interventi dello stesso Consiglio di Stato e del TAR, hanno ottenuto l’interruzione della caccia, subito “riparata” dalla Regione Liguria con altro calendario venatorio (tappulo, secondo le associazioni), che si è infranto, però, nelle successive sospensive dei Giudici.

Eppure i cacciatori (poche centinaia, sempre secondo le associazioni) non hanno protestano contro la Regione, ma contro i Magistrati del Consiglio di Stato. Così affermano in un loro comunicato LAC, WWF e Verdi Ambiente e Società, che prendono le difese dei Giudici i quali avrebbero così bloccato un calendario venatorio definito “traballante”. Una iniziativa con il sapore dello sberleffo, alla luce di una città, quale quella di Genova, prostrata da giorni “per le sacrosante rivendicazioni lavorative”.

Il riferimento di WWF, LAC e VAS è al disagio alla circolazione che sarebbe stato creato dalla manifestazione dei cacciatori, oltre che il rivolgersi al Prefetto.

I cacciatori liguri, scesi ormai sotto la soglia dei 18.000 – affermano LAC, WWF e VAS – sono l’uno per cento della popolazione regionale , mentre la maggioranza dei liguri, secondo ogni sondaggio demoscopico, ormai non prova che disprezzo per forme di sfruttamento dei beni naturali improntate ad un consumismo “calibro 12”.

La fauna selvatica migratrice, concludono le associazioni,  è un patrimonio naturale di valenza internazionale e non può essere oggetto di mercimonio elettoralistico.

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