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GEAPRESS – Si inaugura domani a Genova, presso il porto antico, Slowfish, manifestazione organizzata dalla Regione Liguria e da Slowfood.

Ovviamente non potevano mancare le critiche degli animalisti che, però, partono da  aspetti più  generali e che non coinvolgono la nota manifestazione. E’ il caso, ad esempio, delle  lezioni che a detta dell’ENPA, sarebbero avvenute nelle scuole di Savona. In particolare, denunciano gli animalisti,  incontri con i pescatori nelle scuole con lo scopo di far conoscere e cucinare il pesce, promozione del pescaturismo e, dulcis in fundo, organizzazione di battute di pesca attorno alla minuscola area marina protetta dell’isola di Bergeggi.

Una emergenza giornaliera, quella prefigurata dall’ENPA, che mal si concilia con l’impostazione di Slowfish. Questo perchè, si legge nel comunicato dell’ENPA di Savona, rappresenterebbe  una manifestazione finalizzata all’incremento del consumo di pesce, anche se definito “giusto”. Per gli animalisti, però, questa motivazione non trova necessità.

Il 60% del pescato consumato in Italia proviene dall’estero – dichiarano dall’ENPA di Savona – ovvero già al 30 aprile di ogni anno, gli italiani avrebbero finito di mangiare il pesce prelevato nei nostri mari“.

Dunque l’invito rivolto a Slowfish:  “proporre ai consumatori di mangiare meno pesce, non pesce più sostenibile; incoraggiare semplicemente la gente a mangiare nuove specie non ridurrà la pressione sugli stock ittici“.

ENPA ricorda infine come la vera cultura ed il rispetto delle tradizioni e del “mangiar lento” non possono ignorare le sofferenze che subiscono gli animali che finiscono in alcune ricette. Nessun riferimento specifico a Slowfish quanto piuttosto alle ricette tradizionale ancora basate sulle aragoste bollite vive ed ai polpi appena pescati e bastonati per venire “arricciati”.

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