Le ultime stime riferiscono di almeno 12.000 elefanti uccisi dai bracconieri. Poi ci sono anche gli abbattimenti ufficiali ottenuti da paesi che rivendono l’avorio nel mercato legale. E’ proprio questo uno dei principali elementi che favorisce il contrabbando, ovvero la possibilità di camuffare nel mercato legale, grazie alla falsificazione dei certificati Cites di esportazione, l’avorio di contrabbando.

L’unica soluzione sarebbe quella di distruggere le zanne sequestrate. In tal maniera verrebbe annullata una concreta via di fuga, verso i mercati esteri, dell’avorio frutto delle razzie dei bracconieri. Niente partite legali e niente certificati da falsificare.

Non tutti gli stati africani, per fortuna, chiedono e purtroppo ottengono dagli Uffici della Convenzione di Washington, di potere abbattere i pachidermi. Guarda caso chi non ricorre ai fucili dispone la distruzione dell’avorio sequestrato. E’ il caso del Gabon il quale, oltre a severe leggi che impongono l’arresto dei bracconieri per lunghi anni, dispone anche di procedure atte a ridurre le possibilità di riciclaggio dell’avorio sequestrato.

La notizia che le autorità di quel paese provvederanno alla distruzione del prezioso carico, è arrivata nel corso di un recente meeting tenutosi a Libreville, capitale del Gabon, tra i funzionari della Convenzione di Washington e quelli dell’Interpol avente ad oggetto la repressione delle attività dei bracconieri. Tutte le scorte di avorio del Gabon verranno bruciate nei prossimi mesi.

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