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GEAPRESS – Dopo l’ultimo episodio verificatosi a Desenzano del Garda (BS), dove un ragazzo si è presentato in classe con il fucile da caccia del padre, è fuor di dubbio come non si debba più temporeggiare per emanare una legge severa che assicuri controlli e sanzioni pesanti per la custodia delle armi. Lo ha riferito l’eurodeputato Andrea Zanoni che si è altresì soffermato sull’esigenza di prevedere i casi certi ove le armi possono essere confiscate.

Secondo l’On.le Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, presso le case degli italiani ci sarebbero “arsenali casalinghi con migliaia di armi. Nella sola provincia di Vicenza – ha ricordato l’Eurodeputato –  se pensiamo che in passato abbiamo raggiunto punte di 25.000 cacciatori, non si esagera se si stimano dalle 100.000 alle 200.000 armi come minimo. Ma quando un cacciatore non rinnova più la licenza oppure invecchia o muore, che fine fanno quei fucili? Chi controlla che le armi siano veramente intestate ad altra persona che le custodisce a norma? E nei casi di alcolisti mi domando se vengano prese tutte le precauzioni del caso“.

La memoria torna al caso del luglio 2009 quando, a Bosco di Nanto (VI), un ottantaquattrenne ha ucciso con una fucilata il tenente colonnello dei Carabinieri Valerio Gildoni, che era intervenuto dopo che l’anziano si era barricato in casa. Per quasi 10 ore, il pensionato era rimasto al primo piano della sua abitazione imbracciando il fucile da caccia, con cui aveva sparato tre colpi e uno l’aveva in canna.

I fatti di cronaca devono farci riflettere – ha concluso Zanoni – È necessario provvedere immediatamente attraverso una legge, per garantire più sicurezza ai cittadini. Deve essere previsto un limite di armi per persona ed il ritiro obbligatorio in casi di inabilità, demenza e in tutte quelle condizioni psichiche o fisiche che non permettono al soggetto di gestire correttamente l’arma. È una questione di sicurezza pubblica“.

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