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GEAPRESS – Interrogazione alla Commissione europea per denunciare la grave e diffusa caccia illegale ad una particolare specie di avifauna, come l’Ortolano (Emberiza hortulana). A presentarla è l’Eurodeputato Andrea Zanoni il quale ha altresì ricordato le violenze commesse dai bracconieri francesi in danno ai volontari animalisti del CABS. “Nulla è cambiato rispetto all’anno scorso – denuncia Zanoni – Volontari minacciati e sporcati con l’urina“. Per l’Eurodeputato è giunto il momento affinché la UE provveda con opportune sanzioni contro le autorità francesi.

Il bracconaggio contro questi uccelli avviene notoriamente nel Dipartimento delle Landes. L’Ortolano è peraltro oggetto della massima tutela fornita dalla direttiva “Uccelli” essendo inserito tra quelli particolarmente protetti di cui all’allegato I.

Nulla è cambiato dall’anno scorso – ha riportato l’Eurodeputato  – nemmeno dopo che la stessa Commissione europea ha contattato le autorità francesi. Gli amici volontari del CABS denunciano il perdurare della caccia illegale e degli attacchi personali nei loro confronti. Questa situazione non è più tollerabile. Invito la Commissione a prendere provvedimenti seri nei confronti delle autorità francesi incapaci di contrastare efficacemente la caccia all’Ortolano e le violenze dei bracconieri”.

L’azione dei volontari, che ha consentito di localizzare in pochi giorni più di 15 siti di bracconaggio e di denunciare gli stessi alla Gendarmerie, è stata da quest’ultima costantemente seguita e controllata ma non in termini cooperativi. Questo sempre secondo Zanoni che nell’atto parlamentare rileva  come anche quest’anno i membri del CABS sono stati allontanati dalla zona per ordine del locale Prefetto in previsione di una crescente aggressività da parte dei cacciatori. Il CABS racconta che ben 30 bracconieri hanno circondato due volontari aggredendoli con minacce, spintoni e, addirittura, lanciando loro contro diversi litri di urina di maiale e rubando loro il tablet che conteneva il database dei punti da controllare.

Nella risposta alla mia interrogazione dell’anno scorso, il Commissario Ue all’Ambiente ha  precisato di voler prendere contatti con le autorità locali per sorvegliare l’attività di repressione dell’illegale pratica e di non escludere la possibilità di avviare un procedimento di infrazione. Visto che nulla è cambiato, mi sembra doveroso procedere con il pugno duro anche alla luce della benevolenza dimostrata dalle autorità locali francesi verso quella che viene considerata una tradizione venatoria nonostante sia del tutto illegale in base alla normativa UE”, conclude Zanoni.

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