Il primo pensiero va ovviamente al bambino, il quale riversa in gravi condizioni nel reparto di rianimazione degli Ospedali riuniti di Foggia. Pur con tutto il rispetto per il dolore dei familiari, il secondo pensiero va invece a chi, nonostante la tragedia precipitagli di sopra, ha additato i cani randagi come causa di quanto accaduto. La dinamica di quanto avvenuto è ancora oggetto di accertamento da parte delle Forze dell’Ordine, ma sembrerebbe ormai abbastanza chiaro che l’animale sia sfuggito dal recinto dove abitualmente veniva rinchiuso. Il padre del bambino è stato denunciato per omessa custodia. Recentemente (vedi articolo GeaPress) un altro episodio di aggressione ai danni di un bambino da parte di un cane randagio, aveva riportato al centro della cronaca finanche radicali proposte di soluzione del fenomeno. Invece trattavasi del cane dei vicini, senza microchip e spacciato per randagio. Molto più responsabile, invece, l’atteggiamento di chi, pur avendo vissuto in prima fila l’aggressione di un rottweiler sempre ai danni di un bambino, (vedi articolo GeaPress) ha invece coscienziosamente spiegato la reale dinamica del fenomeno.