trachemys scripta scripta
GEAPRESS – Venivano abbandonate da anni nelle vasche  del Parco delle Cascine a Firenze. Un segnale di malcostume e insensibilità, secondo il Corpo Forestale dello Stato che è ora intervenuto provvedendo per il trasferimento degli animali.

Al numero di emergenza ambientale 1515 della Forestale erano a sua volta pervenute numerose chiamate di cittadini allarmati per lo stato di salute delle povere tartarughe. In particolare, ad essere denunciata era la moria di alcuni animali anche se, nel corso dei sopralluoghi eseguiti dalla Forestale, non venivano trovate tartarughe morte.

La Forestale precisa come, data la caratteristiche di questi animali, le basse temperature invernali non consentono la sopravvivenza degli esemplari più deboli. Il cemento delle vasche, inoltre, mal si concilia con la loro predilezione per i fondali morbidi.  Il Comune ha comunque sempre provveduto alla corretta pulizie delle vasche, senza compromettere l’esistenza delle tartarughe.

Si tratta per lo più di esemplari delle cosiddette “tartarughe dalle orecchie gialle” (Trachemys scripta scripta) originarie degli Stati Uniti, le comuni tartarughe d’acqua che fino a qualche tempo fa si potevano trovare anche nelle fiere di paese e che nel tempo aumentano le proprie dimensioni, potendo arrivare fino ad una lunghezza di 30 cm, finendo col costituire forse un ingombro per coloro che arrivano a disfarsene senza troppo scrupoli.  Sono stati prelevati anche 5 esemplari di Trachemys scripta elegans “tartarughe dalle orecchie rosse” soggette alla normativa CITES.

Grazie all’intervento congiunto di privati cittadini, del Comune di Firenze e di un mezzo della VAB di Calenzano (FI), il Corpo forestale annuncia che le tartarughe saranno portate presso il Centro ittiogenico del Trasimeno della Provincia di Perugia, allevamento ittico specializzato nella produzione di specie da ripopolamento di acque calde, disponibile ad accoglierle in spazi adatti alla loro biologia.

Il Corpo forestale dello Stato evidenzia che il fenomeno dell’abbandono delle tartarughe, oltre a costituire un reato, comporta un grave danno all’ambiente soprattutto se effettuato lungo corsi o specchi d’acqua poiché va a pregiudicare l’equilibrio degli ecosistemi presenti per l’introduzione di specie non autoctone, che vanno a competere negli habitat tipici di specie quali la Emys orbicularis, testuggine palustre europea.

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