Impianti eolici da anni fuori controllo, paesaggio e biodiversità compromessi su vasta scala, deregulation urbanistica, contributi pubblici eccessivi con infiltrazioni della malavita organizzata, assenza di linee guida nazionali. Questo quanto denunciato dalla LIPU-BirdLife Italia relativamente allo sviluppo in Italia dell’energia eolica: un’ ipoteca di oltre 11mila megawatt, raggiunti all’insegna di una sostanziale improvvisazione e senza che vi sia mai stata un’effettiva programmazione o analisi preventiva da parte dello Stato o delle Regioni.

Uno sforzo immane, quello dello sviluppo di impianti eolici, in termini di costi (a regime 3,7 miliardi di euro all’anno) che ha portato ad una “distorsione del mercato e a numerosi episodi di malgoverno” con infiltrazioni anche da parte della malavita organizzata, e purtroppo di perdita di biodiversità e paesaggio, in cambio di un contributo pari solo all’1,5% del fabbisogno energetico complessivo nazionale.

Tutto ciò in assenza di Linee Guida nazionali per l’inserimento di rinnovabili sul territorio, previste dal decreto legislativo 387 del 2003, linee guida una cui bozza è attualmente all’esame della Conferenza Unificata Stato Regione ma che risulta essere un documento inadeguato alle esigenze di tutela del territorio e alla fissazione di obblighi non derogabili.