GEAPRESS – E’ stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, il Decreto n. 28 del 2 dicembre 2012 (SCARICA DECRETO) riportate le disposizioni per il controllo delle detenzione e del commercio degli scoiattoli alloctoni. Un provvedimento che arriva sicuramente in ritardo rispetto ai rischi di natura ambientale che gli scoiattoli non originari dei nostri ecosistemi naturali  potrebbero arrecare.

Ad ogni modo, tranne alcune categorie (come circhi, zoo e stabulari di sperimentazione animale) in Italia non sarà più possibile commerciare, allevare e detenere scoiattoli alloctoni tra cui il famoso scoiattolo grigio, accusato di insidiare (una volta fuggito dalla cattività) l’originario scoiattolo rosso.

In deroga al divieto potranno essere venduti solo gli scoiattoli introdotti nel territorio italiano  in data antecedente o nei sessanta giorni successivi all’entrata in vigore del Decreto. In entrambi i casi la la vendita dovrà avvenire non oltre i sei mesi successivi all’entrata in vigore dello stesso Decreto.

Per chi detiene uno scoiattolo alloctono delle specie Sciurus carolinensis, Callosciurus erythraeus e Sciurus niger, entro novanta giorni dall’entrata in vigore del Decreto, dovranno fare denuncia presso gli Uffici Cites del Corpo Forestale compilando un apposito formulario.

Le sanzioni sono quelle già considerate dalla legge 150/92, ovvero sui reati previsti in violazione alla Convenzione di Washington sul commercio di specie rare e minacciate di estinzione. Per l’abbandono, degli scoiattoli, si applica il primo comma dell’art. 727 del Codice Penale (abbandono di animali) e 733-bis C.P. ( danneggiamento di habitat).

Per chi ha acquistato uno scoiattolo alloctono nei tempi previsti in deroga al divieto, bisogna stare  attenti alle nascite. Vanno  denunciate entro dieci giorni.
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