GEAPRESS – Grazie all’intervento della Capitaneria di porto di Messina, non identificati pescatori hanno dovuto abbandonare la lunga spadara con il suo carico di morte. Non solo pesci per il mercato ittico, ma anche delfini, tartarughe ed addirittura una verdesca, ossia una specie di squalo, purtroppo commestibile, sempre più raro.

Il basso Tirreno è continuamente bersagliato dalle spadare. I pescatori utilizzano sempre porti secondari, di veloce accesso e dove possono contare su sicuri appoggi locali. In alcuni casi, addirittura, non è necessario il porto. Nelle isole Eolie, infatti, i pescherecci scaricano il pescato direttamente in spiaggia. Il pesce, ed in particolare il pesce spada, viene occultato in mezzi di trasporto che tranquillamente rientrano con i traghetti di linea. In altri casi, invece, vengono direttamente utilizzati porti secondari. Per il pesce spada, ad esempio, è il caso dell’approdo di Porticello (PA) già oggetto di intervento della Capitaneria del capoluogo siciliano. Il pescato viene velocemente occultato nei camion e subito trasferito per la macellazione.

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